Le fatture per prestazioni sanitarie rese da medici e specialisti della salute a privati (pazienti) costituiscono oggi l’unica eccezione in Italia alla fatturazione elettronica, cioè all’invio delle fatture allo SDI, Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

In principio, quando fu introdotta la fatturazione elettronica nel 2019, l’eccezione, espressa in vero e proprio divieto, è stata resa necessaria per espressa volontà del Garante della privacy, che temeva che il Sistema di Interscambio non tutelasse sufficientemente i dati relativi alla salute degli interessati. Da allora il divieto è stato reiterato annualmente, in attesa che la questione della tutela venisse risolta.

Ed infatti il sistema è stato progressivamente rivisto e affinato tanto che il Garante in una recente newsletter ha fatto sapere che il nuovo sistema di fatturazione elettronica per i professionisti sanitari che andrà a regime dal 1° gennaio 2026  è in linea con la normativa in materia di protezione dei dati personali, concedendo di fatto il suo nulla osta.

Il legislatore dal canto suo aveva già disposto (L. 21 febbraio 2025 n. 15) una ulteriore proroga del divieto di fatturazione elettronica, l’ultima di una lunga serie, posticipando la partenza della e-fattura per i professionisti sanitari dal 1° aprile 2025 al 1° gennaio 2026.

Ma proprio mentre gli operatori della salute si stanno attrezzando per essere pronti con il “nuovo” sistema, ecco che a sorpresa l’Agenzia delle Entrate in un contributo reso alla commissione parlamentare competente fa sapere che vedrebbe di buon occhio un definitivo divieto di e-fattura in ambito sanitario, invocando il principio di semplificazione e snellimento a cui evidentemente in questi anni non aveva pensato.

Il parere è già stato preso in considerazione dal legislatore e in una recente bozza del DLgs correttivo in materia di adempimenti tributari, concordato ed altre misure, è stato introdotto un articolo che trasforma il suddetto divieto di e-fattura da temporaneo a permanente.  Lo schema di decreto deve ora seguire tutto l’iter legislativo, pertanto non è ancora detta l’ultima parola.

Tuttavia se prima la sensazione era quella di assistere ad un braccio di ferro tra Garante ed Agenzia, ora si aggiunge anche il braccio di ferro tra Agenzia delle Entrate di ieri e Agenzia di oggi… chi la spunterà?